Propositi per l’anno nuovo

Santa merda, ci risiamo.

Ancora il maledetto Governatore.

Ogni anno quell’imbecille si guarda una carrellata di film di Natale e ogni anno dobbiamo sorbirci le sue maledette epifanie.

Il miracolo sulla 34esima strada, il dannato gigante egoista e quello stramaledetto signor Scrooge che in una notte diventa un filantropo. Signor Scrooge, se lo lasci dire, lei era uno scassamarroni, lei e quel fottuto di Charles Dickens. A noialtri, i marroni, li ha scassati di brutto.

Ma quando si tratta del Governatore, noi dobbiamo dire sissignore ed essere d’accordo.

Stasera è la cena di Natale e noi siamo nella villa del Governatore. Come ogni anno siamo nella sua stramaledetta villa a mangiare lo stramaledetto porchettone e lo stramaledetto dolce e a sentire le stramaledette canzoni dei figli del Governatore.

Ma il Governatore è un infame e ogni Natale si fa aspettare a tavola per la sua maratona di film natalizi.

Lui adora i film natalizi, lo riempiono di gioia e letizia e ogni anno lo ispirano per il discorso alla popolazione.

Peccato che quest’anno la popolazione non sia molto dell’umore di sentire discorsi.

Abbiamo disoccupazione ai livelli storici, povertà, sommosse razziali e omicidi di massa.

La gente è scontenta, è disperata, ed è molto incazzata.

Perfino la servitù del Governatore ci regala sorrisi tirati e sguardi vuoti di circostanza

Oltretutto, questi bastardi sanno che il Governatore è un povero rincoglionito e fanno quello che pare a loro.

Se tutto va bene il tronco di Natale che ci verrà servito a fine pasto sarà pieno di sputi e sborrate.

Forse le sborrate saranno nella minestra.

Non importa, mangerei qualsiasi cosa.

Si sono fatte già le dieci e siamo tutti a tavola.

La moglie del Governatore si sta già stancando di intrattenere gli ospiti. I figli hanno cantato Tannenbaum e Oh Holy Night così tante volte che nei prossimi giorni le loro corde vocali sanguineranno.

Noi aspettiamo con gli stomaci che brontolano e quel beota se ne sta a guardare la televisione. Accanto a me, mia moglie tenta di attaccar bottone con la signora del Direttore del Gabinetto degli Affari Esteri. Un’arpia altezzosa, che nel ridere mostra una dentatura orribile, intaccata alla radice da del lerciume grigiastro, come se masticasse sempre caramelle gommose alla liquirizia.

La conversazione cade subito dopo tre battute e mia moglie beve il terzo bicchiere di champagne. Lo trangugia con un suono disgustoso, come di un lavandino che si sgorga.

Tutti danno fondo al pane e continuano a farsi riempire la coppa di champagne dai valletti in attesa che il Governatore arrivi.

Sono le undici e il Governatore arriva in vestaglia rossa.

È gongolante e allegro. “Oh! Oh! buon Natale a tutti! Perdonate l’attesa ma la tradizione…eh, la tradizione dei film di Natale non si perde mai! Oh che visione ispirante, che gioia! Oh che…” Cazzate, termino la frase dentro di me. Fuori, tengo il mio buon sorriso e annuisco come tutti gli altri, come il Direttore del Gabinetto dei Servizi Segreti o il Direttore del Gabinetto della Sanità. Tutti a sorridere e annuire.

“Ah, Miracolo sulla 34esima strada che allegria che mette!”

“Una poltrona per due? IRRINUNCIABILE”

“Quanto mi commuovo guardando La vita è meravigliosa”

E nel mentre, questo botolo di Governatore deve farsi mettere il cuscino per arrivare alla tavola.

Siamo tutti sconciamente ubriachi e abbiamo mangiato tanto di quel pane e tartine che iniziano a levarsi sinistre flatulenze da lievito lungo tutta la tavolata.

Non si parla d’altro che di film di Natale.

Per tutta la cena.

È durante il dolce che succede.

Come sempre.

L’epifania del signor Governatore.

“Ragazzi miei, miei cari. Mi è d’obbligo fare uno scomodo annuncio. Ho di fronte a me, qui su questa tavola, le menti più acute dello Stato, gli uomini migliori che io possa avere a disposizione per aiutarmi a governare. Le prelibatezze che noi gustiamo a questa tavola sono un privilegio che vi spetta di diritto. Ma, come saprete, il mio e il vostro sono incarichi di grandissima responsabilità e quando vi è una crisi nella nostra giurisdizione noi dobbiamo agire al meglio per il bene del governo, per il bene dei nostri cittadini. – Il Governatore fa una pausa teatrale – Sapete, mi si stringe sempre il cuore davanti a quel cancro che intristisce le nostre città e ci rode dall’interno…”

Dentro di me penso “Signor Scrooge, la prego, i suoi tre fantasmi il prossimo anno li mandi a farsi fottere”

“Parlo della povertà. Ci sono così tanti poveri e disadattati sotto il nostro governo e non riesco a credere che non ci sia nulla da fare per combattere la povertà. Dove si annida la povertà? Chi la causa?”

Il Governatore fa giusto una pausa per bere dell’altro champagne. Si asciuga la bocca col tovagliolo ricamato con filamenti d’oro purissimo.

“Dobbiamo porre fine a questo sfacelo. Per l’anno nuovo, amici miei, voglio che tutti i nostri sforzi siano volti alla lotta contro la povertà.”

Tutti ad applaudire. Si! Bravo il nostro Governatore, Evviva il Governatore!

Il problema è che quando usciremo di qui quello stronzo vorrà, come ogni anno, una soluzione e noi dovremo sudare sette camicie per inventare qualche panzana per cui la lotta non è andata a buon fine.

Stiamo tutti ad ascoltare il Governatore, mentre sotto i tavoli c’è un frenetico digitare di messaggi. Messaggi veloci per sorteggiare a chi tocca quest’anno “risolvere” il problema una volta per tutte.

Togliere i film di Natale? Ci avevamo già pensato. Lo stronzo li ha tutti in bluray.

Inventarci qualche nuova crisi estera contro le nazioni vicine per distrarlo? Rischieremmo di creare altri poveri vertendo i fondi alla difesa.

Fare qualcosa di facciata ripulendo gli accattoni? Fatto tre anni fa e quelli son tornati più cenciosi di prima.

Tutt’un tratto quello della Sicurezza fa “Oh, e se sti poveri li facciamo sparire e basta? Facciamo in modo che quello non ne veda più uno”

Approviamo dicendogli che avrà tutto il nostro appoggio.

Ci riuniamo di fretta e dopo qualche minuto annunciamo al Governatore di aver appena trovato la soluzione per risolvere il problema dei poveri e che, prima possibile, gli faremo avere il disegno di legge su carta. Prima del discorso alla Nazione gli mettiamo quattro pagine scritte in fretta sotto gli occhi. Lui le firma distrattamente prima di dire le sue solite panzane agli zombie attaccati alla televisione.

“Che c’era scritto nel disegno di legge?” chiedo a quello della Sicurezza mentre usciamo dalla villa.

“Che il Governatore dà il consenso per, uh, delocalizzare e, uhm, combattere i poveri, essendo un, uh, decreto avrà effetto immediato. Valuteremo grazie al Direttore del Gabinetto dell’Economia gli individui senza reddito o con, uh, il reddito inferiore ad una soglia da definirsi con il Direttore del Gabinetto del Welfare, e, ecco, li delocalizzeremo per, uhm…toglierli dal, uhm, radar del Governatore…li cancelleremo…dai registri e li, uhm… riqualificheremo”

“E c’è un posto dove verranno riqualificati?”

“Ah, ecco…Questo è competenza del Gabinetto delle Infrastrutture e, ah…credo che abbiano i mezzi per spostarli, ma…la destinazione spetta al…, uh, Gabinetto dell’Edilizia che sta, ecco, provvedendo a questo scopo”

E così, dopo l’Epifania le forze dell’ordine hanno iniziato ad andare casa per casa e, con modi gentili e velate minacce, hanno iniziato a radunare i poveri senza tanto chiasso. In principio è toccato agli squatters, ai mendicanti e ai clandestini, in seguito a quelli che avevano perso la casa o vivevano in condizioni di sovraffollamento. Li hanno caricati su grossi autobus e spediti in campagna, dove sono stati fatti scendere all’interno di grossi hangar in attesa di essere condotti ai centri di riqualificazione.

L’operazione è durata solo un paio di settimane e tutta la terra del Governatore è diventata libera dai poveri.

Un paio di mesi dopo, alla mensa del palazzo del governo, incontro il Direttore del Gabinetto dell’Edilizia “Certo che siete stati veloci a costruire quei centri di riqualificazione. Quando verranno reintegrati gli accattoni?”

Il minchione impallidisce visibilmente “I che?? I centri di cosa?” Quello delle telecomunicazioni lo fissa. Tutti gli altri lo fissano. Sulla tavola cade un silenzio di tomba.

Lui, balbettando, si difende “Non era MIO compito portarli verso i centri, io ho solo provveduto a individuare le strutture e metterle in funzione! È il Direttore alle infrastrutture che doveva disporre per trasferirli!” Tutti fissano il Direttore alle infrastrutture.

“Io non ho avuto alcuna notizia a riguardo, il compito dei nostri è stato svolto e attendevamo conferma dal Direttore dell’educazione e dal Direttore della sanità per i controlli alle strutture del Direttore all’edilizia!”

SILENZIO.

Il Governatore entra a pranzare, ci alziamo a salutarlo

Iniziamo a guardarci l’un l’altro come topi di fogna mentre lui elogia il nostro operato contro la povertà.

In tacito accordo, decidiamo di andare a controllare ai centri di smistamento.

Le guardie al cancello si lamentano “Quando verrete a portare via il carico? Qui inizia a puzzare”

L’aria è irrespirabile. Il Direttore del Gabinetto delle Risorse Umane si vomita sulle scarpe dal fetore, provocando una scandalosa reazione a catena.

Gli hangar sono ancora pieni, ma il loro contenuto è un mare di vestiti e carne in decomposizione. Braccia, gambe, capelli.

“Un paio di hangar sono andati a fuoco – continuano le guardie – penso stessero provando a scaldarsi. Volevamo dar loro qualcosa, ma sapete… le autorizzazioni…”

Corpi carbonizzati, segni di cannibalismo. Merda ovunque.

“E COMUNQUE – sbotta il Direttore alla sanità – A noi non è arrivato nessun ordine di controllo!”

Inizia un litigio di quelli feroci fra tutti noi. La verità è che nessuno ci aveva più pensato.  I propositi delle feste vanno a farsi fottere non appena ti riprendi dal doposbronza del veglione.

“Ah…Eccellenze…” fa il capo delle guardie.

“CHE C’è?” gli urla in faccia il Direttore della sicurezza.

“Ah…è che abbiamo un altro carico di persone…in arrivo a fine mese…e…sapete… vorremmo veramente che questa cosa venisse risolta…”

Il Direttore all’edilizia lo aggredisce “Senti, piccolo riservista da quattro soldi, lasciaci fare il nostro lavoro! Noi sappiamo quello che facciamo!”

“GIUSTO, GIUSTO” diciamo “APRIREMO UN’ INCHIESTA! Questo è uno schifo! Aspetta e vedrai, nazista!”

E ce ne andiamo.

Andiamo dal Governatore tutti insieme. Il Governatore è nella sua villa da Governatore a fare il bagno al barboncino della moglie del Governatore.

Fottuto Governatore.

“Signore, Eccellenza” inizia il Direttore del Gabinetto degli Affari Interni.

“Oh miei cari, dite, dite, che vi porta qui?” Il cane esce dalla vasca e si scrolla l’acqua di dosso, inzaccherandoci. Il Governatore manda un risolino “Lilì, sei una mascalzona!”

“A proposito della lotta alla povertà, quel disegno di legge che LEI ha approvato e firmato”

Lui ci guarda un attimo confuso e poi gli occhi gli si illuminano “Oh si! Bene bene! Ottimo lavoro signori! Non si vede più un povero! Continuate così! Bravi, bravi! Abbiamo risolto una piaga sociale”

“Ecco, a questo proposito ci sarebbe…”

“Cosa?” chiede il Governatore impaziente “Cosa c’è?” Il suo sguardo va da noi alla cagnetta, che sta alzando la gamba per pisciare sui pantaloni del Direttore del Gabinetto per l’Energia.

“Ci servirebbero più fondi per costruire nuovi centri!” interviene il Direttore del Gabinetto per l’Economia.

Il Governatore torna raggiante “Oh beh, certamente! Ma prego, inviatemi il documento al più presto e lo firmerò. Ora, se volete scusarmi, ho urgenti incarichi che mi attendono” Tutti ringraziamo e sorridiamo, perfino il Direttore dell’energia sorride, con un litro di piscio di cane su una gamba.

Il giorno dopo riceviamo la richiesta di finanziamento firmata e ci guardiamo “Uh…. – parte il Direttore della sicurezza – qualcuno sa…ehm chi sarebbe stato il carico del mese prossimo?”

“La gente a basso reddito non esiste più, voglio dire…non credo ne siano sopravvissuti”

“La domanda è – interrompe quello dei servizi segreti – chi è diventato adesso a basso reddito?”

Ci guardiamo tutti uno dopo l’altro.

“Ma in che consisteva poi la riqualificazione?”

“Uh…credo dovesse occuparsene il Direttore del Gabinetto dell’Educazione”

Il Direttore sbotta “No, era un compito del Gabinetto degli Affari Interni!”

“No, è la Sanità che gestisce le classi meno abbienti!”

“E’ colpa della Sicurezza!”

“E’ colpa di voi altri delle Infrastrutture!”

La domanda è: vale tutto questo il non sorbirsi l’ennesimo Natale con i buoni propositi? Non che ci interessi poi molto. Dubito che avremmo qualcuno che ci sborri nel consommé l’anno prossimo.

Dubito che avremo qualcuno che ce lo prepari, in effetti.

23.12.14

Credit for the image: Leonard McCombe, LIFE © Time Inc.

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